Crisi finanziaria ed Economia Reale

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di Paolo Pampaloni - 12  ottobre 2022

Eccoci alla Terza Parte, spero che le letture precedenti siano state di vostro gradimento. Oggi, per iniziare, vi segnalo la sintesi di un articolo apparso nella stampa specializzata il 15/6/22. Lo ritengo molto interessante da leggere e confrontarlo con i contenuti del progetto della Moneta Reale

La crisi finanziaria non sarebbe un problema insormontabile se nel frattempo si vedesse una soluzione al problema "dell'economia reale" al rilancio della crescita. Ed è qua purtroppo che occorre uscire dagli schemi che si sono imposti nella discussione attuale. Prendiamo il caso italiano. L'Italia era e ancora in un certo senso è un florido Paese sviluppato, con molte imprese e molti risparmi che nella mente degli investitori però viene associato a un possibile default. Il problema non è il debito che è fuori scala per molte economie sviluppate, tra cui diverse con un profilo patrimoniale peggiore di quello italiano. Il problema dell'Italia è la crescita senza la quale qualsiasi debito è alla fine insostenibile. Oggi, per esempio, si considera il Pnrr e i progetti che verranno finanziati la soluzione al problema della crescita italiana. Invece quei progetti non solo sono ininfluenti, ma probabilmente persino dannosi.

Si sta investendo qualche decina di miliardi di euro in opere ferroviarie, soprattutto alta velocità, che vedranno la luce tra diversi anni mentre le imprese in questo contesto dei prezzi energetici hanno i mesi o i trimestri contati. Questi investimenti non servono alla crescita; servono alla crescita di un mondo utopico che non arriverà mai, mentre nel frattempo si producono incubi economici, perché il sistema industriale, senza energia e schiacciato da tasse e burocrazia, verrà falcidiato.

Le risorse quindi vengono incanalate per la costruzione di un'utopia, le macchine elettriche, l'alta velocità, le città del futuro, mentre i problemi contingenti non si possono e non si devono risolvere altrimenti l'utopia verrebbe posticipata. È il caso, per esempio, degli investimenti in idrocarburi, in gas e petrolio, o in rigassificatori, o in impianti di fertilizzanti e così via.

Si potrebbe dire che sia scomparso qualsiasi riferimento, almeno in economia, al concetto di "sussidiarietà". Vale l'utopia degli economisti, degli ottimati, dei "competenti". E pazienza per chi perde il lavoro. Questo è il problema economico ed è questa ideologia che bisognerebbe ribaltare per uscire dall'angolo. Sospendiamo l'alta velocità e usiamo quei soldi per fare un buco nell'Adriatico e tirare fuori il gas che serve per far vivere le imprese e far mangiare gli operai.

Dobbiamo concentrarci sull'economia reale, non continuare a subire le politiche monetarie restrittive che il sistema Finanziario sta mettendo in atto a partire dal 01/07/2022 (aumento tassi interesse, riduzione liquidità per minori acquisti titoli del debito pubblico). Dobbiamo valorizzare i nostri Crediti/debitori per ridare ossigeno alle nostre imprese e alle famiglie degli imprenditori, dei professionisti e dei loro dipendenti. Per questo occorre costruire relazioni, creare comunità e sviluppare la conoscenza del Sistema della Moneta Reale

Cari Saluti

Paolo Pampaloni 

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